Ferri: «Tutto nacque con una battuta»

Ancora un paio d’anni e Bimbingamba diventa…maggiorenne! Ne è passata di acqua sotto i ponti da quelle giornate di primavera del 2007, quando la mente geniale di Alex Zanardi iniziò a elaborare un’idea destinata a cambiare la vita a centinaia di bambini. Erano trascorsi poco più di cinque anni dall’incidente automobilistico che gli causò l’amputazione di entrambe le gambe, portandolo a un lungo periodo di riabilitazione durante il quale ebbe modo di stringere preziose amicizie. E fu proprio a queste amicizie che Zanardi si rivolse quando decise di lanciare il suo progetto Bimbingamba, una onlus dedicata alla fornitura di protesi per minori non assistiti dal sistema sanitario nazionale. La sfida fu colta subito da Franco Ferri, il tecnico ortopedico che curò lo stesso Zanardi. Ferri divenne presidente di Bimbingamba e, dopo la sua prematura scomparsa, dal 2011 il testimone è nelle mani del figlio Andrea.

«Un’eredità che mi inorgoglisce e a cui tengo molto», sorride Andrea Ferri. «Papà era davvero legato a questo progetto che è riuscito a creare e a far crescere grazie all’aiuto di alcuni soci, tanti volontari e l’indispensabile collaborazione tecnica di Ottobock».

Come nacque il legame fra suo padre e Zanardi?
«Grazie a una battuta. Mio padre era un uomo di spirito ma soprattutto molto diretto, come lo sono io. Ricordo che una delle prime volte in cui Zanardi si alzò in piedi, dopo aver ricevuto le protesi, mio padre lo guardò e in dialetto stretto bolognese gli disse: “Una delle due è venuta troppo lunga, bisogna segarti un pezzo per metterti dritto”. I due si conoscevano da poco, ma credo che Alex abbia apprezzato fin da subito i suoi modi, la sua genuinità ma anche l’umanità che non deve mai mancare quando si è a contatto con un paziente. Da lì è nata un’amicizia molto forte, sfociata poi nella realizzazione del progetto Bimbingamba».

Che ricordi ha delle prime settimane di vita di Bimbingamba?
«I tanti viaggi fatti con Alex. Il suo entusiasmo mi ha travolto e assieme a lui siamo andati in giro per aziende a cercare partner e sostenitori del progetto. Ma non solo. Grazie a questa iniziativa abbiamo avuto modo di conoscere tante persone dal cuore d’oro che decisero di donare un contributo, spesso anche cospicuo, a Bimbingamba. E poi serate ed eventi meravigliosi durante i quali abbiamo cercato di promuovere nel modo migliore possibile il nostro progetto».

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