Il Progetto
Cari amici,
non voglio essere retorico e parlare di senso del dovere, ma indubbiamente il sentimento che talvolta mi anima, assomiglia molto a questo; è un modo di restituire al prossimo, parte di quella fortuna che ho avuto in dote dal destino.
Nel corso della mia vita, ho avuto la possibilità di trasformare una passione in una professione, ho fatto mille cose belle, ho girato il mondo ed è anche grazie alle tante esperienze accumulate, che quando il destino ha messo sulla mia strada la prova più difficile, non solo l’ho superata, ma anzi, per certi aspetti è diventata un’opportunità.
Ed è qui che nasce l’idea di Bimbingamba.
Assieme a Sergio Campo, una sera, dietro un buon bicchiere di vino rosso toscano, ci si ritrovò a parlare di un nuovo progetto per l’associazione. Ripensando al percorso che ho compiuto, mi venne l’idea: sfruttare tutte le conoscenze tecniche che ho acquisito durante la mia riabilitazione e chiedere aiuto a tutte le brave persone che ho incontrato su questa strada, per dar vita ad un progetto che possa accorciare il percorso dei bambini che stanno disperatamente aspettando solo questa opportunità per riappropriarsi di una vita il più normale possibile.
Ogni anno, a causa di malattie, incidenti, guerre, tanti bambini si trovano a dover reinventare la loro vita a causa della perdita di uno o più arti. E questo non solo in Africa o nella ex Jugoslavia, ma anche nel nostro Paese, giusto fuori dalla porta di casa nostra. Se per un adulto i costi di realizzazione di una protesi sono ingenti, per un bambino addirittura aumentano, perché è necessaria poi una manutenzione continua, volta ad assecondare il naturale processo della crescita. Il più delle volte, il sistema di assistenza sanitaria nazionale, fa fronte alle necessità di queste piccole vittime, ma ci sono dei buchi, anzi, per questi bambini rischiano di essere delle voragini.
Se non è competenza di nessuno prendersi cura di loro e le famiglie non hanno la possibilità economica di provvedere alle necessità di questi “piccoli”, chi può aiutarli ?
“Non lasciamoli soli” è concettualmente quello che io e Sergio ci dicemmo quella sera strizzandoci l’occhio e l’idea ci parve molto più che buona.
Successivamente ne ho parlato in giro, tutti hanno accettato con entusiasmo. Claudio Panizzi e Franco Ferri, rispettivamente il fisioterapista ed il tecnico ortopedico che mi hanno seguito nella mia riabilitazione e che oggi per me sono diventati amici carissimi, hanno dato la loro disponibilità a seguire il progetto per gli aspetti più tecnici. Il Dottor Claudio Marcello Costa, inventore della Clinica Mobile che da anni segue il Motomondiale, ha offerto la sua preziosa consulenza per studiare ogni caso anche da un punto di vista medico e possibilmente terapeutico.
La RTM-Ortopedia di Budrio-Bologna, nelle persone dei titolari Giampaolo Rimondini, Franco Tedeschi e Moreno Marchesini, si è messa a disposizione con la propria struttura altamente qualificata per l’esecuzione pratica al minimo dei costi.
La Otto-Bock Italia, azienda che importa nel nostro Paese i prodotti protesici della casa-madre tedesca, ha anch’essa offerto la propria collaborazione dando una ulteriore, importantissima spinta a tutta l’iniziativa.
Ma Bimbingamba non si ferma a questo: nel desiderio di dare al progetto la massima trasparenza, verrà creato un comitato di garanti che si occuperà, sia di stabilire le necessarie graduatorie, che di vigilare sull’investimento dei fondi raccolti in modo responsabile garantendo con la propria reputazione. Questo per contraccambiare l’aiuto e soprattutto la fiducia di chi, attraverso le proprie donazioni, renderà possibile tutto questo.
Ieri era un’idea, oggi è un progetto, domani “Bimbingamba”sarà la realtà che farà riappropriare questi bambini del loro diritto alla gioia.
In unperiodo terribile della mia vita, quando, in soli venti giorni, ho perso prima mio Padre e dopo l’unico Fratello che avevo, Niccolò, medico scomparso il 9 ottobre 2001 insieme ad altre quattro persone nell’incidente dell’eliambulanza “Pegaso 2”, ho cercato disperatamente un modo per uscire da quel momento, colmo solo di dolore.
Mi sono imposto di guardare chi stava peggio di me, e subito, mi sono venute in mente tutte quelle famiglie che devono vivere il dramma della malattia di un figlio.
Così, pensando a loro, é nata l’Associazione di beneficenza “Niccolò Campo“ Onlus, che ha come finalità il sostegno al mondo dell’infanzia malata.
Grazie ai tantissimi sostenitori abbiamo raggiunto importanti traguardi collaborando con il reparto di Pediatria dell’Ospedale Misericordia di Grosseto.
In questa fase di forte sviluppo e crescita la “Niccolò Campo” sta uscendo dai suoi confini maremmani, e il 31 marzo 2007 è stata inaugurata la casa di Accoglienza presso l’Ospedale Pediatrico Apuano; questo è un passo verso la realizzazione di nuovi obiettivi che, affiancano quelli già esistenti.
Questo modo di vivere il mio dolore, credetemi, ha dato un nuovo e profondo senso alla mia vita e la consapevolezza di aiutare concretamente gli altri mi dona delle sensazioni estremamente positive, paragonabili solo a quelle che provo abbracciando forte i miei figli, guardandoli ridere sani e sereni.
Sergio Campo
Ogni anno, in italia e nel mondo, tanti bambini si trovano nella difficile condizione di non poter vivere la loro vita riempiendola di sorrisi, serenità, salti e corse.
A causa di incidenti, gravi patologie, traumi, guerre e conflitti, questi bambini perdono la gioia delle azioni più semplici, non potendo contare sulle loro braccia e sulle loro gambe.
Il nostro obiettivo: offrire alle famiglie più bisognose la possibilità di risolvere il problema della mancanza degli arti superiori o inferiori.
Come operiamo: grazie alla sensibilità ed alla collaborazione del centro riabilitativo MTR di Budrio e alla OTTOBOCK fornitrice delle protesi e potendo contare sul prezioso lavoro dei fisioterapisti Franco Ferri e Claudio Panizzi, siamo in grado di ospitare alcuni bambini ed assisterli per il tempo necessario alle cure ed alla riabilitazione.









